il
Capitolo Generale
- considerando inefficace e pernicioso ogni tentativo di
mediazione tra la Santa Tradizione della Chiesa di Cristo e
la mentalità moderna, secondo la parola stessa del Signore:
"Non uniformatevi nel vostro comportamento al mondo
presente, ma trasformatevi continuamente nel rinnovamento
progressivo della vostra coscienza, in modo che possiate
discernere
praticamente cos'è che Dio vuole da voi, cos'è buono,
particolarmente a Lui gradito, perfetto (Rm 12,2) e "
Questa è la religiosità pura e senza macchia davanti a Dio
Padre:... custodire se stesso immune dal contagio del mondo
(Gc 1,27) e "Non amate il mondo, né ciò che vi è nel
mondo (1Gv 2,15),
1) La Milizia del Tempio aveva adottato, per questo, fin dal
1993 il Rito Romano Antico quale rito proprio dell'Ordine
per tutte le celebrazioni liturgiche e per l'Ufficio Divino,
scelta che ha portato grandi benefici spirituali; il
Capitolo considera questa scelta quale perfetta attuazione
dei fini statutari della Milizia (cfr Costituzioni, art. 3,
§ 1, che identifica uno degli scopi particolari dell'Ordine
nella "cura della Liturgia, secondo la Tradizione e il
Magistero Pontificio).
La Milizia conferma, pertanto, il proprio impegno nella
difesa e nel mantenimento della Tradizione liturgica latina
quale ricchezza della Chiesa, secondo il costante
insegnamento del Magistero ed in conformità alla volontà più
volte espressa dal Sommo Pontefice Giovanni Paolo II
felicemente regnante (cfr Lettera Apostolica "Dominicae
Cenae" del 24 Febbraio 1980, Motu Proprio "Ecclesia
Dei adflicta" del 2 Luglio 1988, discorso alla Plenaria
della Congregazione per il Culto Divino del 28 Settembre
2001).
Quindi, il Capitolo
invita pressantemente tutte le strutture dell'Ordine ad
attuare questa scelta ad ogni livello e dovunque;ricorda che
i Libri Liturgici sono quelli riformati dal B. Giovanni
XXIII o, in difetto, quelli immediatamente precedenti;
invita a superare difficoltà oggettive in obbedienza e in
carità.
2) Il Capitolo invita i Cavalieri a radicare l'amore alla
Liturgia con la preparazione al servizio all'Altare.
3) In obbedienza a quanto prescritto dalla Regola "/"
fratelli debbono ricorrere più spesso che è possibile alla
confessione dei loro peccati e "quanto più è
possibile, ogni fratello si nutra del Cristo (Regola,
Cap. XIV), il Capitolo:
- prescrive che ogni Confratello si confessi ordinariamente
almeno una volta al mese;
- consiglia la S. Comunione almeno settimanale e,
possibilmente, tutte le volte che assiste al Santo
Sacrificio della Messa.
Sull'Ufficio Divino:
(Dalla Regola)
Capitolo V - " ... i Cavalieri recitino l'Ufficio
secondo gli usi della Chiesa Romana, possibilmente tutte le
Ore diurne, ma, se questo non è possibile, prendano almeno
il proposito di recitare sempre Lodi o Vespri ... "
Capitolo VII - " ... si dovrà vagliare l'attitudine del Novizio alla preghiera e lo si
dovrà indirizzare innanzitutto
alla pratica costante della recita dell'Ufficio Divino, in
comune o da solo ... "
Sul Silenzio:
(Dalla Regola)
Capitolo XIV - "Memore che il silenzio fa
sentire meglio la voce del Signore e dispone l'anima ad
ascoltarla, ogni fratello si ritiri annualmente in
solitudine di preghiera e di meditazione per almeno due
giorni interi consecutivi, ..."